Giurisprudenza

20 luglio 2017 - Giurisprudenza

Licenziamento per superamento del periodo di comporto dopo ripresa attività lavorativa – onere della prova

E’ stata pubblicata sul sito, nella sezione giurisprudenza, alla voce “comporto” la sentenza della Suprema Corte di Cassazione n. 16392 del 4 luglio 2017.

Per consultare la nota clicca qui: http://www.adlabor.it/giurisprudenza/comporto/licenziamento-superamento-comporto-dopo-ripresa-attivita-onere-prova/

 

10 maggio 2017 - Giurisprudenza

Videosorveglianza: illegittima l’installazione di telecamere con il solo consenso dei lavoratori

La Corte di Cassazione, terza sezione penale, con sentenza 22148/2017, ha ribadito che, per la legittimità dell’installazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori, è necessario,  ex art. 4 Legge 300/1970 (così come modificato dall’art. 23 del D.Lgs. 151/2015) un accordo fra datore di lavoro e rappresentanze sindacali oppure, in difetto di accordo, un’autorizzazione dell’ispettorato del lavoro. Aver preventivamente chiesto -ed ottenuto- il consenso direttamente ai lavoratori non è sufficiente, con la conseguenza che l’installazione di detti impianti è illegittima e configura un reato. I giudici hanno anche rilevato che il Garante della privacy “ha più volte ritenuto illecito il trattamento dei dati personali mediante videosorveglianza, in assenza delle garanzie previste dall’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori e nonostante la sussistenza del consenso dei lavoratori”.

Per consultare il testo della sentenza, clicca qui:

http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/ILSOLE24ORE/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2017/05/09/22148.pdf?nmll=2707

19 dicembre 2016 - Giurisprudenza

Licenziamento collettivo e criteri di scelta

Una recente pronunzia della Cassazione (sentenza n. 25554 del 13 dicembre 2016) irrigidisce, in maniera a nostro parere eccessiva, i criteri di scelta dei lavoratori in relazione alle procedure di licenziamento collettivo. Leggi tutto...

17 dicembre 2015 - Giurisprudenza

“Lavoro nero” – Rideterminazione delle sanzioni.

La Corte Costituzionale, con la sentenza 13 novembre 2014, n. 254, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 36-bis, comma 7, lettera a), del D.L. n. 223/2006 nella parte in cui stabiliva che l'importo delle sanzioni civili connesse all'omesso versamento dei contributi e dei premi non potesse essere inferiore a 3.000 euro per ciascun lavoratore non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria, indipendentemente dalla durata dell'attività lavorativa irregolare accertata dagli organi ispettivi. Leggi tutto...

08 settembre 2015 - Giurisprudenza

Prosecuzione del lavoro fino a 70 anni solo con accordo con il datore di lavoro

L'articolo 24, comma 4, del Dl 201/2011 ("Salva Italia") aveva previsto testualmente che "il proseguimento dell'attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall'operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all'età di 70 anni". Leggi tutto...

18 febbraio 2015 - Giurisprudenza

Licenziamento per raggiunti limiti d’età

Segnaliamo due distinte decisioni della Magistratura del lavoro che, sotto differenti profili, affrontano il problema della legittimità del licenziamento in funzione dell'età del lavoratore. Leggi tutto...

21 giugno 2012 - Giurisprudenza

Trasferimento del lavoratore familiare di disabile non grave

Interpretando in modo estensivo l'art. 33 della Legge n. 104/1992, la Cassazione, con sentenza 7 giugno 2012 n. 9201, ha affermato che è da considerarsi illegittimo il trasferimento del lavoratore che assiste un familiare portatore di handicap anche non grave, qualora l'azienda non abbia prodotto alcun motivo che, in un bilanciamento degli interessi, possa giustificare la perdita di cure da parte del soggetto debole. Leggi tutto...

28 novembre 2011 - Giurisprudenza

Lo “stagista” deve essere considerato lavoratore subordinato se la sua produzione viene utilizzata dal datore di lavoro per le normali esigenze aziendali.

Con sentenza n. 18154 del 10 novembre 2011 il Tribunale del lavoro di Roma ha accolto la domanda di un praticante giornalista. Leggi tutto...

21 novembre 2011 - Giurisprudenza

Contratto a termine e risarcimento del danno: legittimi per la Corte Costituzionale i limiti previsti dal Collegato lavoro 2010

Con sentenza n. 303 dell'11 novembre 2011, la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimi i commi 5, 6 e 7 dell'articolo 32 del Collegato Lavoro (Legge n. 183/2010) sia nella parte in cui prevedono, in caso di illegittimità di un contratto a termine, un risarcimento del danno a favore del lavoratore ed a carico del datore di lavoro entro i limiti compresi tra un minimo di 2,5 ed un massimo di 12 mensilità dell'ultima retribuzione di fatto, allo stesso modo di come previsto dai criteri dettati dall'art. 8 della legge 15 luglio 1966, n. 604 (Norme sui licenziamenti individuali), sia in quella che consente la riduzione alla metà del risarcimento del danno nel caso in cui i contratti collettivi di qualsiasi livello, purché stipulati con le organizzazioni sindacali piè rappresentative sul piano nazionale, prevedano l'assunzione anche a tempo indeterminato di lavoratori già occupati con contratto a termine ed inseriti in specifiche graduatorie.

La Corte ha comunque precisato che tale risarcimento copre soltanto il periodo che passa tra la scadenza del termine fino alla sentenza che accerta la nullità del contratto, mentre per gli eventi successivi il lavoratore ha diritto al risarcimento nei termini ordinari, e quindi non è esposto al rischio di subire un ristoro insufficiente per colpa dei ritardi del datore di lavoro.

Inoltre, la Corte ha precisato che il nuovo regime risarcitorio non ammette la detrazione dell'aliunde perceptum, sicché, l'indennità onnicomprensiva assume una chiara valenza sanzionatoria ed è dovuta in ogni caso, al limite anche in mancanza di danno, per avere il lavoratore prontamente reperito un'altra occupazione.

Alla sentenza che abbia accertato l'illegittima apposizione del termine consegue naturalmente la conversione in rapporto a tempo indeterminato.

La sentenza è integralmente consultabile sul sito:

http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do

05 luglio 2011 - Giurisprudenza

Sanzioni disciplinari – richiesta di audizione

La Cassazione con Sentenza n. 9770 del 4 maggio 2011 ha chiarito che l''audizione del lavoratore nell''ambito di una procedura disciplinare, non deve necessariamente tenersi nella sede di lavoro ed in orario di lavoro, non avendo il lavoratore il diritto ad essere sentito a difesa in tempi e luoghi a lui graditi. Pertanto l''audizione a difesa potrà essere fissata, da parte dell''azienda, anche al di fuori della sede e dell''orario di lavoro purchè le modalità rispettino criteri di buona fede.

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