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30 Ottobre 2020 - Senza categoria

Permessi per i lavoratori genitori – Estensione per i figli dai 14 ai 16 anni – Misure per scuola e famiglia nel Decreto Ristori | Adlabor

Il d.l. 137/2020 all’art. 22, modifica l’art. 21 del Decreto Agosto (D.L.104/2020), come convertito dalla legge di conversione 13 ottobre 2020, n. 126, prevedendo in particolare:

  • estensione del diritto allo smart working per i genitori con figli conviventi in quarantena, dall’età fino a 14 anni, previsti nel previgente decreto agosto (art. 21 bis d.l. 104/2020), ai 16 anni di età;
  • estensione del diritto allo smart working per i genitori con figli sottoposti a didattica a distanza o con didattica sospesa, sempre se conviventi e sotto i 16 anni.
  • nel caso in cui la prestazione lavorativa non possa essere fornita in modalità agile, estensione ai genitori di figli di età compresa fra 14 e 16 anni del diritto di astenersi dal lavoro, tuttavia in questo caso senza corresponsione di retribuzione o indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro (mentre per i genitori di figli sotto i 14 anni rimane vigente il Decreto Agosto che prevede all’art. 21bis c.4 un’indennità pari al 50% della retribuzione).

Per consultare il testo del decreto ristori, clicca qui:  https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-l-137-2020-ulteriori-misure-urgenti-in-materia-di-tutela-della-salute-sostegno-ai-lavoratori-e-alle-imprese-giustizia-e-sicurezza-connesse-allemergenza-epidemiologica-da-covid-19-adlabor/

 

 

29 Ottobre 2020 - Senza categoria

Emergenza COVID – Misure urgenti in materia di sostegno ai lavoratori e alle imprese – DL 137/2020 | Adlabor

È stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 28 ottobre 2020, il Decreto Legge n. 137 del 28 ottobre 2020 (cd. Decreto “Ristori”) con ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il decreto entra in vigore il 29 ottobre 2020.
Per quanto riguarda le misure concernenti il mondo del lavoro, segnaliamo in particolare:

Cassa integrazione, ordinaria, in deroga e assegno ordinario – Art. 12 co. 1 - 4

  • Il decreto prevede altre 6 settimane di cassa integrazione, ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legati all’emergenza COVID-19 di cui agli articoli da 19 a 22 quinquies del d.l. 18/2020, da usufruire tra il 16 novembre 2010 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione dell’attività.
  • Con riferimento a tale periodo, le predette sei settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID-19;
  • Ai fini dell'accesso alle sei settimane, il datore di lavoro deve presentare all'Inps domanda di concessione, nella quale autocertifica la sussistenza dell'eventuale riduzione del fatturato. L'Inps autorizza i trattamenti sulla base della autocertificazione allegata alla domanda e individua l'aliquota del contributo addizionale che il datore di lavoro è tenuto a versare a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell'integrazione salariale, pari al 9%  della  retribuzione  globale  che  sarebbe  spettata  al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%, e pari al 18% per i datori di lavoro  che  non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato. In mancanza di autocertificazione, si applica l'aliquota del 18%.
  • Il contributo addizionale non e' dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore  al  20%, dai datori di lavoro  che  hanno  avviato  l'attivita'  di impresa successivamente al primo gennaio 2019, e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dalla chiusura  o limitazione delle attivita' economiche e produttive disposta dalla Legge.

Blocco licenziamenti – Art. 12 co. 9 - 11

  • Fino al 31 gennaio 2021 restano precluse al datore di lavoro, indipendentemente dal numero dei dipendenti, sia l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo sia la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo e restano altresì sospese le relative procedure pendenti avviate successivamente alla data  del  23  febbraio  Sono fatte  salve  le ipotesi in cui il personale interessato dal recesso,  già  impiegato nell'appalto,  sia  riassunto  a  seguito  di   subentro   di   nuovo appaltatore in forza di legge, di contratto collettivo  nazionale  di lavoro, o di clausola del contratto di appalto.
  • Le preclusioni e le sospensioni non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell'attività dell'impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale,dell'attività; nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d'azienda o di un ramo di essa; nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale,di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo. A detti lavoratori è comunque riconosciuto il trattamento di disoccupazione. Sono altresì esclusi dal divieto i licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l'esercizio provvisorio dell'impresa, ovvero ne sia disposta la cessazione. Nel caso in cui l'esercizio provvisorio sia disposto per uno specifico ramo dell'azienda, sono esclusi dal divieto i licenziamenti riguardanti i settori non compresi nello stesso

Esonero dai contributi previdenziali – Art. 12 co. 14 - 15

  • È prevista la sospensione per quattro mesi (fruibili entro il 31 maggio 2021) del versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro privati che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID. L’esonero è riservato appartenenti ai settori interessati dal decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020, che svolgono come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 1 al d.l. 137/2020.

 

Per consultare il decreto legge 137  clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-l-137-2020-ulteriori-misure-urgenti-in-materia-di-tutela-della-salute-sostegno-ai-lavoratori-e-alle-imprese-giustizia-e-sicurezza-connesse-allemergenza-epidemiologica-da-covid-19-adlabor/

30 Settembre 2020 - Senza categoria

Proroga NASpI e DIS-COLL e accordi aziendali per superare il divieto di licenziamento | Adlabor

Istruzioni INPS su proroga delle indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL e accesso alla NASpI dopo risoluzione del rapporto di lavoro a seguito di accordo collettivo aziendale

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15 Luglio 2020 - Senza categoria

Nuove indicazioni per contrastare l’emergenza da COVID-19 – D.P.C.M. 14/07/2020 | Adlabor

Le misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, regolate dal decreto-legge 25 marzo 2020, n.19 (vedi nostra news del 26 marzo 2020) e dal decreto-legge 16 maggio 2020, n.33 (vedi nostra news del 18 maggio 2020), sono state ulteriormente modificate dal D.P.C.M. 14 luglio 2020, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 176 del 14 luglio 2020.

Segnaliamo in particolare che:

  • le misure di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020 (vedi nostra news del 15 giugno 2020), sono prorogate sino al 31 luglio 2020;
  • gli allegati 9 e 15 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 giugno 2020 sono stati sostituiti;
  • sono confermate e restano in vigore sino al 31 luglio 2020 le disposizioni contenute nelle ordinanze del Ministro della salute 30 giugno 2020 e 9 luglio 2020;
  • le disposizioni del decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Per consultare il D.P.C.M. ed i relativi allegati clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-p-c-m-del-14-07-2020-ulteriori-disposizioni-attuative-del-d-l-19-2020-recante-misure-urgenti-per-fronteggiare-lemergenza-epidemiologica-da-covid-19-e-del-d-l-33-2020-recante-ulteriori-misur/

30 Giugno 2020 - Senza categoria

Covid19 – Misure di contenimento – Ordinanza regione Lombardia | Adlabor

La Regione Lombardia il 29 giugno 2020 ha emanato l’Ordinanza n° 573 che entrerà in vigore il 1° luglio 2020.

L'ordinanza regionale 573/2020 prevede:

  • la prosecuzione fino al 14 luglio 2020 dell'obbligo di utilizzo della mascherina o di altre protezioni, ogniqualvolta ci si rechi fuori dall'abitazione, contestualmente ad una puntuale disinfezione delle mani;
  • il mantenimento della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, in ogni attività sociale esterna.

I datori di lavoro devono proseguire ad osservare le seguenti prescrizioni:

  • rilevamento della temperatura corporea del personale, a cura o sotto la supervisione del datore di lavoro o di un suo delegato prima dell’accesso al luogo di lavoro;
  • possibilità per il datore di lavoro o suo delegato, in ogni momento, di verificare, anche a campione, l’eventuale sussistenza di sintomi da COVID-19 che impediscano l’inizio o la prosecuzione della prestazione lavorativa da parte del dipendente.

Se la temperatura rilevata dovesse risultare superiore a 37,5°, non sarà consentito l’accesso alla sede e l’interessato sarà informato della necessità di contattare il proprio medico curante.

Per il mancato rispetto delle misure di cui alla presente ordinanza è prevista una sanzione amministrativa da € 400 a € 3.000 ex art. 2 del decreto-legge n. 33/2020.

Si raccomanda inoltre fortemente la rilevazione della temperatura anche nei confronti dei clienti/utenti, prima dell’accesso. In caso di accesso ad attività di ristorazione con consumazione al tavolo, la rilevazione della temperatura corporea dei clienti è obbligatoria.

Per consultare l’Ordinanza clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/regione-lombardia-ordinanza-573-2020-adlabor/

15 Giugno 2020 - Senza categoria

Ulteriori disposizioni per fronteggiare l’emergenza – DPCM 11 giugno 2020 | Adlabor

Il Presidente del Consiglio del Ministri ha emanato un ulteriore DPCM per fronteggiare l'emergenza Covid-19, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 147 dell'11 giugno 2020.

Segnaliamo in particolare che all'art. 2 si conferma la necessità che, per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali, i datori di lavoro rispettino i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali, nei cantieri e nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020.

Inoltre, alcune specifiche attività (ad esempio: servizi di ristorazione, attività' commerciali al dettaglio) sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività  con l'andamento della situazione epidemiologica nei propri territori.

Evidenziamo come alcuni allegati al DPCM circa le  misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 siano di specifico interesse in caso di riapertura delle attività economiche e produttive (all. 9); per gli esercizi commerciali (all. 11); negli ambienti di lavoro (all. 12); nei cantieri (all. 13); nel settore del trasporto e della logistica (all. 14); nel trasporto pubblico (all. 15).

Per consultare il DPCM 11 giugno 2020 con allegati, clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-p-c-m-dell11-06-2020-ulteriori-disposizioni-attuative-del-decreto-legge-25-marzo-2020-n-19-recante-misure-urgenti-per-fronteggiare-lemergenza-epidemiologica-da-covid-19-e-del-decreto-le/

 

 

09 Giugno 2020 - NormativaSenza categoria

Licenziamenti e altre modifiche dei livelli occupazionali – vincoli in caso di accesso a crediti garantiti

Con Legge 40/2020 è stato convertito il d.l. 23/2020, confermando quanto previsto dall'articolo 1 lettera l) del decreto, ribadendo che: l’impresa beneficiaria della garanzia assume l’impegno a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali.

Ciò sta a significare che chi ricorre ai crediti garantiti come previsti dalla Legge 40/2020 non potrà poi operare licenziamenti se non previo accordo sindacale. Un’interpretazione estensiva della norma potrebbe far ricadere nell'obbligo dell’accordo sindacale anche le modifiche dell’organico quali acquisizioni/cessioni di ramo d’azienda, assunzioni a termine e qualunque altro provvedimento che modifichi il numero dei dipendenti.

Per consultare il testo coordinato del d.l. 23/2020, così come convertito dalla l. 40/2020 clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-l-23-2020-testo-coordinato-con-l-40-2020/

09 Aprile 2020 - Senza categoria

Emergenza Coronavirus/COVID-19: CIGO/CIGS/CIGD – Chiarimenti del Ministero del Lavoro

Con la circolare n. 8 dell'8 aprile 2020, la Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e della formazione e la Direzione Generale dei rapporti di lavoro e delle relazioni industriali hanno definito le prime indicazioni interpretative e operative relative ai criteri per l'accesso ai trattamenti di integrazione salariale previsti per l'emergenza epidemiologica COVID 19, in special modo, riguardo la sospensione dei trattamenti di CIGS in corso e l'accesso alla cassa integrazione in deroga rivolta alle imprese plurilocalizzate sul territorio nazionale.

In particolare, la circolare individua i criteri per la presentazione della domanda di sospensione di CIGS  già autorizzata e per l'approvazione della CIG in deroga rivolta alle imprese plurilocalizzate.

Segnaliamo in particolare:

a) Cassa integrazione ordinaria: i datori di lavoro che operano nei territori della cd “zona rossa”, ivi compresi quelli che operano su tutto il territorio nazionale:

  • sono dispensati dall’obbligo di informazione e consultazione sindacale di cui all’art. 14, comma  1,del d.lgs.n. 148/2015, ma si deve fare ricorso al modulo ex comma 4;
  • sono dispensati dal rispetto del termine dei  15  giorni dall’inizio della sospensione o della riduzione oraria (art. 15, comma 2,del d.lgs. n. 148/2105) per la presentazione della domanda relativa alla CIGO;
  • sono dispensati dal rispetto del termine previsto dall’ articolo 30, comma 2,del d.lgs. n. 148/2015,  (non prima di 30 giorni e non oltre 15 giorni dall’inizio delle sospensioni o riduzioni orarie);
  • il periodo massimo richiedibile è di 13 settimane e l’arco temporale di riferimento è dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020;
  • il periodo di integrazione salariale ordinario, concesso con la causale “Emergenza COVID 19” e con la causale “COVID 19 Nazionale”, non concorre al computo della durata massima complessiva del trattamento di integrazione salariale autorizzabile nel biennio mobile, né al limite dei 24 mesi nel quinquennio mobile previsto per il computo della durata massima dei trattamenti di integrazione salariale  straordinaria;
  • non opera il limite previsto di 1/3 delle ore ordinarie lavorabili;
  • la domanda per l’accesso al trattamento di integrazione salariale può essere presentata per tutti i  dipendenti  assunti  alla  data  del 17  marzo 2020, non operando il requisito dell’anzianità di effettivo lavoro dei 90 giorni previsto a normativa vigente
  • le domande vanno presentate all’INPS secondo le modalità indicate nelle circolari del predetto Istituto n.38 del 12 marzo 2020 e n.47 del 28 marzo 2020;
  • alla luce della particolare finalità dell’intervento, lo stesso può  essere erogato -a  richiesta  del datore di lavoro -con la formula del pagamento diretto;
  • restano fermi l’informativa, la consultazione sindacale e l’esame congiunto che devono essere svolti, anche in via telematica, entro tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva;
  • I datori di lavoro che ricorrono al trattamento di integrazione salariale ordinaria per emergenza ,limitatamente ai  periodi riconosciuti, non  sono  tenuti  al  versamento  della contribuzione addizionale.

b) Cassa integrazione ordinaria in sostituzione della straordinaria: le aziende che hanno  in corso un programma di CIGS (anche quelle in CIGS per aree di crisi industriale complessa):

  • possono presentare  domanda per  la  concessione  del  trattamento  di  integrazione salariale ordinario per la causale “Emergenza COVID 19 nazionale -sospensione CIGS” per un periodo non superiore a nove settimane;
  • per la  sospensione  del  trattamento  di  CIGS in  corso, le  aziende  devono  inoltrare  apposita richiesta, da trasmettere attraverso il canale di comunicazione già attivato nella piattaforma di CIGS-on-line, avendo cura di indicare sia la data da cui decorre la sospensione della CIGS, sia la data di ripresa del programma di cassa integrazione straordinaria;
  • la concessione  del  trattamento  di  integrazione  salariale  ordinario sospende e  sostituisce, il trattamento di integrazione salariale straordinario già in corso e può essere riferito anche ai medesimi lavoratori beneficiari dell’integrazione salariale straordinaria anche a totale copertura dell’orario di lavoro;
  • in via transitoria, per l’accesso ai trattamenti di integrazione salariale straordinaria non si applicano i termini procedimentali relativi all’espletamento dell’esame congiunto e alla presentazione delle nuove istanze;
  • l’intervento potrà essere erogato -a  richiesta dell’azienda- con la formula del pagamento diretto.

c) Cassa integrazione in deroga: possono richiederla, per un periodo non superiore a nove settimane, a decorrere dal 23 febbraio 2020, i datori di lavoro del settore privato, ivi inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi anche gli enti religiosi civilmente riconosciuti, non coperti dalle tutele previste a legislazione vigente in caso di sospensione o riduzione di orario, nonché i datori di lavoro che, avendo accesso esclusivamente alla CIGS:

  • i trattamenti in deroga sono concessi con appositi decreti delle Regioni  e Province  autonome  ove  hanno  sede  le  unità  produttive e/o  operative interessate dalle sospensioni o riduzioni di orario, Maggiori indicazioni relative alla procedura di presentazione delle domande sono state già fornite dall’INPS con la  circolare  47/2020;
  • in caso di unità produttive e/o operative del medesimo datore di lavoro (rientrando nel  concetto  di  unità  produttive anche  i  punti  vendita  di  una  stessa  azienda), site  in cinque  o  più  regioni  o  province  autonome  sul  territorio  nazionale,  il decreto di concessione sarà fatto dal Ministro  del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. In tale caso, le domande sono presentate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali che le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione;
  • anche per questi trattamenti di integrazione salariale in deroga, il datore di lavoro è esonerato dal versamento del contributo addizionale,
  • le domande    dovranno    essere    corredate dall’accordo sindacale e dall’elenco nominativo dei lavoratori interessati dalle sospensioni o riduzioni di orario con quantificazione totale delle ore di sospensione e relativo  importo, i dati relativi all’azienda, i dati relativi alle unità aziendali che fruiscono del trattamento, la causale di intervento per l’accesso al trattamento e il nominativo del referente della domanda con l’indicazione di un recapito telefonico e di un indirizzo e-mail. L‘obbligo dell’accordo sindacale non è previsto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti;
  • l’integrazione salariale in deroga può essere riconosciuta anche in favore di lavoratori che siano tuttora alle dipendenze di imprese fallite, benché sospesi;
  • l’istanza, unitamente alla documentazione sopra indicata, deve essere inoltrata in modalità telematica;
  • Il trattamento potrà essere concesso esclusivamente con la modalità di pagamento diretto della prestazione da parte dell'INPS.

Allegato alla circolare vi è il modulo formato excel da allegare alla domanda unitamente agli altri documenti richiesti, specificati dalla Circolare.

Nota Bene: nella Circolare n. 8/2020, alla pagina 5, penultimo capoverso, secondo rigo, dove è scritto: «…al comma 1 dell'articolo 1», leggasi correttamente: «al comma 1 dell'articolo 22».

Per consultare la circolare, clicca qui: https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normative/Documents/2020/Circolare-08-aprile-2020-n-8.pdf

 

09 Aprile 2020 - SchemiSenza categoria

Integrazione salariale e trattamenti specifici

E' stato pubblicato su Adlabor uno schema riassuntivo dei rapporti tra gli strumenti di integrazione salariale (CIGO, CIGD, CIGS e FIS) e gli altri trattamenti specifici contrattuali (quali malattia, congedi, infortuni, permessi, maternità ecc.).

Per consultare lo schema, clicca qui: https://www.adlabor.it/schemi/cig/rapporto-tra-integrazioni-salariali-cigo-cigs-cigd-fis-e-istituti-contrattuali-malattia-maternita-congedi-e-permessi/

03 Aprile 2020 - Senza categoria

Emergenza Coronavirus/COVID-19 – DPCM 1 aprile 2020

E’ stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 1 aprile 2020 che proroga dal 4 aprile 2020 fino al 13 aprile 2020, sempre per tutto il territorio nazionale  e con un’unica modifica, l’efficacia delle disposizioni dei DPCM del 8, 9, 11 e 22 marzo 2020, nonché di quelle previste dalle ordinanze del Ministro della salute del 20 e 28 marzo 2020 (consultabili sul sito www.adlabor.it, nella sezione Normativa, alla voce Emergenze).

L’unica modifica riguarda la completa sospensione delle attività sportive, compresi gli allenamenti, fino a tutto il 13 aprile 2020.

Per consultare il testo del DPCM, clicca qui: https://www.adlabor.it/normativa/emergenze/d-p-c-m-del-1-aprile-2020-coronavirus-disposizioni-attuative-del-decreto-legge-25-marzo-2020-n-19-recante-misure-urgenti-per-fronteggiare-lemergenza-epidemiologica-da-covid-19-applica/