Interpretazioni

27 Marzo 2008 - Interpretazioni

Dimissioni volontarie on line – Le nuove istruzioni del Ministero

Con circolare del 25 marzo 2008, il Ministero del lavoro ha modificato alcuni precedenti orientamenti sulla procedura da seguire per rassegnare le dimissioni.In particolare, il Ministero del Lavoro ha precisato che la nuova procedura delle dimissioni volontarie on-line interessa la risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro ex articolo 2118 del codice civile, mentre non si applica: ai casi di risoluzione consensuale, alle c.d. dimissioni incentivate dal datore di lavoro, alle cessioni di contratto, alle prestazioni di lavoro accessorio, agli stages, alle prestazioni di lavoro occasionale, ai rapporti di agenzia, alle ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro a tempo determinato per decorrenza dei termini, in caso di collocamento di quiescenza e di collocamento in pensione e alle dimissioni rese durante il periodo di prova. Il Ministero del lavoro ha, inoltre, chiarito che, sotto il profilo soggettivo, la procedura per le dimissioni prevista dalla L. 17 ottobre 2007 non si applica alle dimissioni di componenti gli organi di amministrazione e di controllo di società e ai dipendenti pubblici. Il lavoratore che intende rassegnare le dimissioni può accreditarsi sul sito Internet del Ministero del lavoro e compilare direttamente il modello telematico di dimissioni, senza ricorrere all'assistenza dei soggetti autorizzati. Il Ministero ha evidenziato che l'unico campo della sezione terza del modello che dev'essere obbligatoriamente compilato dal lavoratore è quello relativo alla data di decorrenza delle dimissioni, intendendosi per tale "il primo giorno da cui decorre il preavviso, ove previsto dal contratto di lavoro" e ciò a differenza delle precedenti indicazioni, secondo le quali le dimissioni decorrevano dal primo giorno di non lavoro.

27 Marzo 2008 - Interpretazioni

Contratti a termine e a tempo parziale – Le indicazioni del Ministero

Con circolare nr. 7/08 il Ministero ha fornito dei chiarimenti in merito all'applicazione della L. 247/07.Il Ministero, in particolare, ha evidenziato che i contratti stipulati prima dell'1 gennaio 2008, in assenza di disposizioni transitorie nella L. 247/07, continueranno ad essere disciplinati dalla previgente normativa. Ne consegue che i contratti di somministrazione a tempo indeterminato o i contratti di lavoro intermittente stipulati prima dell'1 gennaio 2008 conserveranno la loro efficacia fino alla scadenza, se a tempo determinato, o fino al recesso di una delle due parti, se a tempo indeterminato. Resteranno, inoltre, validi i contratti contenenti clausole elastiche conclusi prima del gennaio 2008 e secondo la vecchia formulazione dell'art. 3 co. 7 D. Lgs. 61/00. Il Ministero ha, altresì, precisato che i contratti di lavoro a tempo intermittente possono essere stipulati anche successivamente all'1 gennaio 2008 ma solo per i lavoratori che operano nel settore del turismo o dello spettacolo e purché la prestazione richiesta al lavoratore abbia carattere discontinuo.

18 Marzo 2008 - Interpretazioni

Lavoratori dello spettacolo – cambia il calcolo della retribuzione imponibile

Con circolare nr. 6 del 14 marzo 2008 l'ENPALS ha chiarito che, a seguito dell'entrata in vigore della L. 247/07, dal 1° gennaio 2008, le erogazioni stabilite da contratti collettivi aziendali, ovvero di secondo livello, concorrono alla determinazione della retribuzione imponibile. L'art. 1 co. 67 e 69 della L. 247/07, a far data dall'1 gennaio 2008 ha, infatti, disposto l'abrogazione dell'art. 2 D.l. 67/97, convertito con L. 135/97, che prevedeva appunto l'esclusione dalla retribuzione imponibile dei c.d. "premi di risultato". In via sperimentale, l'art. 1 della L. 247/07 ha introdotto uno sgravio contributivo, da concedere a richiesta delle imprese, sulle erogazioni previste dalla contrattazione di secondo livello. Le modalità di attuazione del nuovo beneficio di legge, saranno definite con apposito decreto di cui si attende l'emanazione. L'ENPALS ha, inoltre, precisato che il codice K2 (usato per il versamento del contributo di solidarietà in luogo dell'ordinaria contribuzione sui premi di risultato stabiliti nell'ambito di contratti o accordi collettivi di secondo livello) è disattivato in relazione alle contribuzioni dovute per i periodi di competenza successivi al 1° gennaio 2008. Le imprese che non avessero tenuto conto nella determinazione della base imponibile contributiva del citato disposto legislativo, dovranno regolarizzare la contribuzione non versata, relativa ai periodi successivi al 1° gennaio 2008, tramite le ordinarie procedure di pagamento.

18 Marzo 2008 - Interpretazioni

Milleproroghe – rateazione dei debiti Inps

L'INPS, con il messaggio 6292 del 14 marzo 2008 ha chiarito che, alla luce delle modifiche introdotte dalla legge 31/2008 di conversione del D.L. 248/2007, che consente ai contribuenti in temporanea ed obiettiva difficoltà, di ottenere dilazioni nei pagamenti fino ad un massimo di 72 rate mensili, i contribuenti possono ora rivolgersi direttamente agli agenti della riscossione per richiedere la dilazione dei debiti di natura contributiva e non contributiva iscritti a ruolo. In attesa che si concludano le attività di raccordo fra le procedure di EQUITALIA e quelle dell'INPS, le sedi continueranno a ricevere, istruire e definire le domande di dilazione con le procedure attualmente in uso. Per i crediti non iscritti a ruolo la legge 389/1989 consente la concessione di una rateazione fino ad un massimo di 24 mensilità, elevabili a 36, previo parere positivo del Ministro del lavoro. Sempre su autorizzazione del Ministro del lavoro, la L. 388/2000 fa salva la possibilità, in particolari e specifici casi, di chiedere una rateazione fino a 60 mensilità.

18 Marzo 2008 - Interpretazioni

Dimissioni volontarie – il Ministero fornisce ulteriori chiarimenti

Con comunicazione del 13 marzo 2008 il Ministero del Lavoro ha chiarito che sono nulle le dimissioni non presentate sul modulo informatico predisposto dal Ministero e che rientrano nel campo di applicazione della nuova procedura le sole dimissioni presentate dopo il 5 marzo 2008. Il Ministero ha, inoltre, chiarito che se il lavoratore ha rassegnato le proprie dimissioni prima del 5 marzo, ma il periodo di preavviso è ancora in corso, non vi è obbligo per il lavoratore di compilare il modello. Secondo la comunicazione del Ministero è, inoltre, possibile revocare le dimissioni, purchè ciò sia fatto entro 15 giorni dall'apposizione della marca temporale e purché l'atto di dimissioni non sia ancora pervenuto a conoscenza del datore di lavoro. Ad avviso del Ministero del Lavoro, l'adozione del modulo per le dimissioni volontarie non sarebbe necessario in una serie di ipotesi, fra le quali, quella di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro e quella delle dimissioni rassegnate durante il periodo di prova. Per quest'ultima ipotesi, è dubbio l'esonero, posto che la L. 188/07 nulla dice sulle dimissioni in periodo di prova.

05 Febbraio 2008 - Interpretazioni

L. 247/07 – Lavoro intermittente: abrogazione e nuova disciplina

CONTRATTO DI LAVORO INTERMITTENTE (c.d. job on call) La L. 247 del 24/12/07 (c.d. pacchetto welfare) ha abrogato il contratto di lavoro intermittente. La legge non stabilisce nulla per i contratti in corso. Si ritiene che produrranno i loro effetti fino alla scadenza. È stato però introdotto uno specifico contratto di lavoro intermittente di natura contrattuale per i settori del turismo e spettacolo In tali settori i contratti collettivi possono prevedere forme di lavoro flessibile per prestazioni durante: - il fine settimana, - nelle festività, - nei periodi di vacanze scolastiche - per ulteriori casi I contratti collettivi prevedono 1. le condizioni, i requisiti e le modalità dell'effettuazione della prestazione connesse ad esigenze oggettive e i suoi limiti massimi temporali; 2. il trattamento economico e normativo spettante, non inferiore a quello corrisposto ad altro lavoratore per le medesime mansioni, riproporzionato alla prestazione lavorativa effettivamente eseguita; 3. la corresponsione di una specifica indennità di disponibilità nel caso sia prevista una disponibilità del lavoratore a svolgere, in un arco temporale definito, la prestazione. Con decreto ministeriale saranno definite le modalità per lo svolgimento in forma semplificata degli adempimenti amministrativi concernenti l'instaurazione, la trasformazione e la cessazione di rapporti di lavoro, nonché criteri e disposizioni specifiche per disciplinare in particolare i profili previdenziali dell'eventuale indennità di disponibilità.

05 Febbraio 2008 - Interpretazioni

L. 247/07 – Abrogazione della contribuzione aggiuntiva sugli straordinari

CONTRIBUZIONE SUGLI STRAORDINARI La L. 247 del 24/12/07 (c.d. pacchetto welfare) ha abrogato l'art. 2 comma 19 della L. 28/12/95 n. 549 che prevedeva "L''esecuzione del lavoro straordinario comporta, a carico delle imprese con piè di quindici dipendenti, il versamento, a favore del Fondo prestazioni temporanee dell''Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), di un contributo pari al 5 per cento della retribuzione relativa alle ore di straordinario compiute. Per le imprese industriali tale misura è elevata al 10 per cento per le ore eccedenti le 44 ore e al 15 per cento, indipendentemente dal numero dei lavoratori occupati, per quelle eccedenti le 48 ore.". Pertanto, a decorrere dal 1° gennaio 2008 la contribuzione del 5, 10 e 15% sul valore degli straordinari non è piè dovuta.

05 Febbraio 2008 - Interpretazioni

L. 247/07 – Decontribuzione Premio di risultato: abrogazione e nuova disciplina

DECONTRIBUZIONE PREMIO DI RISULTATO La L. 247 del 24/12/07 (c.d. pacchetto welfare) ha modificato radicalmente il sistema di decontribuzione dei premi di risultato abrogando l'art. 2 D.L. 67/97 convertito, con modificazioni, dalla L. 135/97. Pertanto, dal 1°gennaio 2008 anche il Premio di Risultato diventa retribuzione imponibile e pensionabile. Alla decontribuzione si sostituisce, invece, lo sgravio contributivo. Infatti dal 1°gennaio 2008, a domanda, viene concesso uno sgravio sulle quote di premio di risultato sulla base dei seguenti criteri: 1. il limite massimo del Premio di Risultato ammesso allo sgravio è pari al 5% della retribuzione annua (imponibile Inps) 2. lo sgravio per l'azienda è pari al 25% dei contributi a proprio carico sulla parte di retribuzione annua ammessa allo sgravio contributivo 3. lo sgravio per il lavoratore è pari alla totalità dei contributi a suo carico. Con decreto ministeriale, saranno stabilite le modalità di attuazione, anche con riferimento all'individuazione dei criteri di priorità sulla base dei quali debba essere concessa, nel rigoroso rispetto dei limiti finanziari previsti, l'ammissione al beneficio contributivo. Inoltre saranno emanate disposizioni finalizzate a realizzare, per l'anno 2008, la deducibilità ai fini fiscali ovvero l'introduzione di opportune misure di detassazione per ridurre l'imposizione fiscale sulle somme oggetto degli sgravi contributivi. Si segnala che sull'argomento è già intervenuta l'Inps (Messaggio 28.01.08 n. 2085) precisando che "a decorrere dal 1° gennaio 2008, non trova piè applicazione la specifica esclusione dalla retribuzione imponibile ai fini previdenziali, assistenziali e pensionistici delle erogazioni previste dai contratti collettivi aziendali, ovvero di secondo livello. A partire dalla stessa data, sulle predette erogazioni, è dovuta l''ordinaria contribuzione".

04 Febbraio 2008 - Interpretazioni

L. 247/07 – Contratto a termine: novità e modifiche

CONTRATTI A TERMINE La L. 247 del 24/12/07 (c.d. pacchetto welfare) ha apportato significative modifiche al D.Lgs. 368/01 che disciplina il contratto a tempo determinato. Queste le modifiche: 1. all'articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, viene premesso che: "Il contratto di lavoro subordinato è stipulato di regola a tempo indeterminato". 2. viene introdotto il limite di durata massima dei contratti a termine che è pari a 36 mesi. Se la durata dei contratti a termine stipulati con una stessa persona per lo svolgimento di mansioni equivalenti, supera, complessivamente, tra proroghe e rinnovi, 36 mesi, il contratto si trasforma a tempo indeterminato dalla scadenza dell'ultimo contratto, a prescindere dal rispetto della disciplina relativa alla successione nel tempo di contratti a termine che impone di intervallare due successivi contratti di 10 o 20 giorni a seconda che il contratto precdente avesse una durata inferiore o superiore a 6 mesi. Deroga: superati i 36 mesi è ammessa una sola proroga a condizione che - il nuovo contratto venga stipulato in DPL con l'assistenza di un sindacalista; - la durata non sia superiore a quella che sarà prevista dei contratti collettivi di lavoro. Il mancato rispetto della procedura o il superamento del termine stabilito nel contratto fa trasformare l'ultimo contratto in contratto a tempo indeterminato. Eccezioni: la regola dei 36 mesi non si applica: - nei confronti delle attività stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, e successive modifiche e integrazioni, - nei confronti delle attività che saranno individuate dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piè rappresentative. 3. È stato introdotto il diritto di precedenza dei lavoratori assunti a termine in caso di n uove assunzioni a tempo indeterminato. In particolare: - il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o piè contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni già espletate in esecuzione dei rapporti a termine. Il diritto di precedenza va richiesto entro sei mesi dalla data di cessazione del rapporto e si estingue entro un anno dalla medesima data. - il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attività stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attività stagionali. Il diritto di precedenza va richiesto entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla medesima data. Si noti che non è stato previsto un limite geografico di esercizio del diritto di precedenza. Per analogia con la disciplina prevista nel contratto part-time si può ritenere che l'ambito geografico di applicazione riguardi l'ambito comunale. 4. Sono state modificate, riducendole, le ipotesi in cui i CCNL non possono porre limiti numerici alla stipulazione dei contratti a termine. In base alla nuova disciplina i CCNL possono porre dei limiti numerici per la stipula dei Contratti a termine tranne nelle seguenti ipotesi: - nello start-up di nuove attività per i periodi stabiliti dai CCNL - per ragioni di carattere sostitutivo o di stagionalità - per specifici spettacoli ovvero specifici programmi radiofonici o televisivi - con i lavoratori di età superiore a 55 anni In particolare è stata eliminata la seguente disposizione: [Sono esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato di durata non superiore ai sette mesi, compresa la eventuale proroga, ovvero non superiore alla maggiore durata definita dalla contrattazione collettiva con riferimento a situazioni di difficoltà occupazionale per specifiche aree

04 Febbraio 2008 - Interpretazioni

L. 247/07 – Contratto part-time: novità e modifiche

CONTRATTO PART-TIME La L. 247 del 24/12/07 (c.d. pacchetto welfare) ha apportato le seguenti modifiche alla disciplina del contratto part-time. 1) Clausole elastiche e flessibili Si torna al regime precedente il D.Lgs. 276/03 (c.d. legge Biagi) e non è, quindi, piè possibile stipulare clausole elastiche e flessibili se non sono previste dai contratti collettivi stipulati da sindacati maggiormente rappresentativi a livello nazionale (quindi anche da quelli aziendali) i quali devono stabilire: - condizioni e modalità in relazione alle quali il datore di lavoro può modificare la collocazione temporale della prestazione lavorativa; - condizioni e modalità in relazioni alle quali il datore di lavoro può variare in aumento la durata della prestazione lavorativa; - i limiti massimi di variabilità in aumento della durata della prestazione lavorativa. - la misura e le forme delle compensazioni spettanti ai lavoratori quando il datore di lavoro fa ricorso alle clausole elastiche e flessibili Inoltre, nel caso in cui il datore di lavoro intenda avvalersi delle clausole elastiche o flessibili stipulate, il preavviso per il lavoratore passa da 2 giorni a 5 giorni, fatte salve le intese fra le parti. 2) Trasformazione da full-time in part-time in caso di malattie oncologiche. Ora viene previsto: - il diritto del lavoratore ammalato di ottenere la trasformazione part-time e viceversa, del proprio rapporto di lavoro, ma subordinato all'accertamento di una commissione medica istituita presso l'azienda unità sanitaria locale territorialmente competente - il diritto alla priorità della trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale nel caso di patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori nonché il convivente con totale e permanente inabilità lavorativa. 3) Diritto di precedenza nella trasformazione da full-time a part-time. In caso di richiesta del lavoratore o della lavoratrice, con figlio convivente di età non superiore agli anni tredici o con figlio convivente portatore di handicap, è riconosciuta la priorità alla trasformazione del contratto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale 4) Diritto di precedenza nella trasformazione da part-time a full-time. Il lavoratore che abbia trasformato il rapporto di lavoro a tempo pieno in rapporto di lavoro a tempo parziale ha diritto di precedenza nelle assunzioni con contratto a tempo pieno per l'espletamento delle stesse mansioni o di quelle equivalenti a quelle oggetto del rapporto di lavoro a tempo parziale. (Il testo aggiornato della legge è consultabile sul sito, nella sezione normativa)